Si tratta di un volatile, ma non vola.
L’Uccello kiwi appartiene all’ordine di uccelli chiamati paleognati: genericamente con questo termine si indicano tutte le specie che non possono volare ma sono dotate di ali, piccole, medie o grandi che siano.
Tra i paleognati esistono anche gli Apteryx, classificabili in cinque sottocategorie:
Non è possibile, al momento, fare un quadro storiografico preciso sulla sua effettiva origine. Ciò che è noto è l’arrivo dell’uomo in Nuova Zelanda nel 1300. C’è la possibilità che siano stati gli stessi coloni ad introdurre questa nuova specie nel Paese. Questo si presentava come un luogo incontaminato, totalmente verde e di estrema bellezza, abitato unicamente da rettili, volatili e pipistrelli.
L’uccello kiwi è stato importato? Forse no, secondo altre testimonianze. Studi condotti sul territorio hanno identificato il suo arrivo già 70 milioni di anni fa.
Nei secoli scorsi il numero di questi animali era cospicuo, oggi invece sono considerati in pericolo.
Il nome Kiwi è stato attribuito dal Popolo Maori e lascia supporre che abbia qualche correlazione con il frutto, del quale rievoca fantasiosamente l’aspetto esterno con la peluria marrone e la forma tondeggiante.
L’uccello kiwi possiede piccole ali, lunghe solo tre centimetri, che restano attaccate al corpo e vengono celate sotto il folto piumaggio. Non si può parlare di vere e proprie piume, la somiglianza è più vicina a lunghi peli. La sua altezza si aggira intorno ai 40 cm e ha un peso variabile, soprattutto in base al sesso. Le femmine sono più grandi.
Quasi la metà della massa corporea è distribuita sulle sue forzute zampe. Molto più imponenti e grandi rispetto ad altri uccelli, consentono all’animale di correre e camminare nel sottobosco.
Il kiwi è un animale dal lungo becco appuntito e si trova nelle aree subtropicali con folta vegetazione e clima caldo. Si ciba prevalentemente di larve, insetti, vermi, ragni e lumache. Mangia anche i frutti che trova sul terreno e piccoli pesci.
La vita dell’uccello kiwi è messa a dura prova a causa dei predatori. Tra gli acerrimi nemici compare l’opossum, che attacca gli adulti e si nutre delle loro uova. Non mancano anche i falchi, le aquile ed altri uccelli. Per questo si muove nelle ore notturne: ne è conseguito un olfatto molto sviluppato e una scarsa vista.
L’habitat di questi uccelli è un altro importante fattore che mette a rischio la loro sopravvivenza: esso risente della massiva opera di deforestazione. Le stime sono alquanto preoccupanti, il numero di esemplari si è ridotto oltre l’80%. Il declino del territorio ha una lunga storia che riguarda soprattutto i secoli passati.
A partire dal 1896 questo animale è protetto legalmente e i luoghi in cui risiede si sono trasformati in parchi. La comunità di biologi e studiosi ha sviluppato un progetto di comunità e continuità della specie in cattività. In media l’uccello kiwi vive tra i dieci e i quindici, ma può arrivare fino ai venti anni.
Pensare alle storie romantiche nel mondo animale può risultare un po’ complesso, eppure ci sono coppie che si giurano amore eterno. Una di queste è proprio quella formata dagli uccelli kiwi.
Prima dell’accoppiamento il maschio combatte per conquistare la sua femmina e questa resterà la stessa per tutta la vita. La stagione degli amori inizia nel mese di marzo e termina a giugno.
La coppia crea il proprio nido, più simile ad una tana, scavando nel terreno con i lunghi artigli. Una volta avvenuta la fecondazione, la femmina depone le uova. Ogni covata ha solo un uovo, o al massimo due, che viene preso in cura dal maschio per circa dieci settimane, anche se alcune tipologie della stessa specie si alternano nel compito. Le uova si presentano davvero grandi: in rapporto alle dimensioni sono gli uccelli che depongono l’uovo più grosso in assoluto. Si parla di circa il 30% del loro peso totale.
Dopo la schiusa i piccoli abbandonano la tana trascorsa circa una settimana. Sono autosufficienti e sviluppano subito un forte olfatto per iniziare la caccia.
Gli atterigi sono conosciuti per l’innata territorialità: tutte le coppie scelgono con cura una determinata area per vivere e questa dipende soprattutto dalla ricchezza di cibo. Un indispensabile fattore per nidificare è la presenza del terreno soffice, poco roccioso, dove poter scavare indisturbati e dove è più semplice trovare cibo.